Presentazione
di Claude Olievenstein

E’ raro, perfino quasi impossibile, parlare del vissuto interiore…
E’ raro, perfino quasi impossibile, parlare del vissuto interiore quando si sono vissuti, come terapeuta o come paziente, le estasi e il colpo di frusta di una dose di droga.
Si descrivono facilmente le allucinazioni, il delirio, gli incontri mistici, ma si incontra poco il vissuto interiore, l’intimo dell’intimo. Non si hanno le parole per dirlo. Né la sottigliezza per essere dentro tutto restandone fuori.
Questo libro è uno di questi rari impegni. Senza abbandono e senza ostentazione ci conduce a vivere uno dei dolori più squisiti del mondo.
In questa storia di droga, non ha ragione nessuno: quelli chde sono contro e quelli che sono a favore, perché essa è un viaggio combattuto dove si crede sempre di poter raggiungere lo scopo mentre ci si prepara per la schiavitù.
Per me, clinico, ma ugualmente scrittore, questa esperienza della vita interiore mi arricchisce e mi angoscia talmente è vicina alla vita e alla paura del crollo.
Per sopportare tutto questo, sarebbe proprio necessaria la vita in comunità, che riunisce parecchi nella stessa comunità di destini, che lascia ansimanti del viaggio di essere solo con l’insieme e di essere solo quando si avrebbe bisogno soprattutto di parlare.

 


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